DIFFICOLTA'
70%

CONDIZIONI STRUTTURALI
40%

GIUDIZIO PERSONALE
65%

MOTEL MONSTERS:

Pronti a calarsi all’inferno degli hotel, un turismo ai confini dell’horror che non vi farà di certo dormire sonni tranquilli!

Benvenuti a Motel Monsters, dove l’abbandono e le strane creature fanno da padroni indiscussi. Motel Monsters è un luogo ormai inospitale, tetro e spettrale, con oggetti ovunque, polvere, ragnatele e chissà cos’altro. Matt e Jerry entreranno non senza problemi (soprattutto Matt) in questo posto assurdo e rischioso e scopriranno a mano a mano ciò che nasconde nella sua penombra. Un luogo fermo dai primi anni del 2000, per motivi a noi ignoti, ma molto probabilmente per fallimento. Questo lo deduciamo dai vari scontrini ritrovati nei cassetti, dai menù ancora in lire e addirittura dal ritrovamento di alcuni succhi di frutta e analcolici che riportavano la data di scadenza al 2003. Ci aggiriamo con circospezione per i vari ambienti comuni della struttura in un vortice di pensieri e pronti a fronteggiare eventuali pericoli che ci si sarebbero potuti capitare, fino a giungere in una zona che con altissime probabilità in una camera utilizzata come dimora provvisoria e abusiva da una o più persone di origine indiana o cingalese. Un televisore con antenna satellitare, delle fotografie, appunti, biglietti incomprensibili e un vecchio telefono tascabile incrostato di polvere. Ecco ciò che era rimasto di quelle anime intrappolate per sempre in Motel Monsters, l’hotel abbandonato. Ma l’avventura non era ancora finita…

Dopo aver trovato le cucine con ancora pressoché tutti gli strumenti lasciati lì a marcire, è arrivato il momento di salire ai piani superiori, dove c’erano tutte le camere del motel abbandonato. La situazione lì sopra non è molto migliore, anzi.

Tutte le camere riportavano segni di vite abusive che erano passate di lì e forse erano ancora presenti saltuariamente. L’aria all’interno era pesante, si faceva fatica a respirare, ma tutti gli oggetti facevano pensare a delle persone di origine straniera che avevano trovato riparo in quel luogo per chissà quanto tempo, in condizioni pessime. E sparsi sul pavimento sporco dei corridoi, ecco i “monsters”, piccoli cadaveri di animali morti là dentro, in stati di decomposizione mostruosi che a tratti rendevano difficile l’identificazione di che specie di animale fosse. Veramente da pelle d’oca.

Mai così felici di uscire da un posto abbandonato e tornare all’aria aperta, anche se tutto sommato era un’esperienza da fare e che ci ha riservato sorprese che non avremmo mai pensato (come il robottino Emiglio versione tamarra!!).

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