Tempio dell'Oblio - UrbexSquad
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DIFFICOLTA'
90%

CONDIZIONI STRUTTURALI
95%

GIUDIZIO PERSONALE
90%

TEMPIO DELL’OBLIO:

Prima un bel respiro.
L’ossigeno entra turbolento dentro i polmoni e uno sbuffo di fiato impalpabile nella gelida aria di un neonato febbraio cadenza silenzioso l’ingresso nella chiesetta, senza sapere cosa cela dentro le sue fredde mura, senza conoscere nulla al di fuori dell’istinto da esploratore.
Il tempo di un battito cardiaco e siamo dentro.
Gli spazi sono ristretti, la pietra delle pareti è stanca di secoli di impeccabile protezione dalle intemperie, e anche questa neve che sta precipitando dal cielo non sembra minimamente turbare la quiete glaciale che aleggia all’interno del tempio. Nonostante tutto, però, l’atmosfera è intima e riservata, i colori pennellano un’insospettata leggerezza e le fiamme delle candele tremano come le nostre mani per l’emozione del momento. Un sepolcro del XVIII secolo, reliquie religiose, effetti personali, cornici dorate, breviari e altri paramenti ecclesiastici. Tutto cristallizzato da secoli e tutto di fronte ai nostri occhi increduli. Non ci si abitua mai a certe cose. Tutto lasciato com’era, ma immerso nell’oblio, l’oblio della memoria, l’oblio della storia, l’oblio personale che ti prende alla sprovvista e ti colpisce come un pugno nello stomaco. E allora puoi solo rispettare tutto questo e uscire per tornare nel tuo mondo, il mondo del non abbandono e di questa neve che incessante plana sulle nostre teste. Ma prima: CLICK.

 

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