Urbex e legalità - UrbexSquad
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Associare l’urbex alla legalità è un argomento non poco spinoso.
Parlando relativamente al nostro paese, l’Italia, esistono il reato di violazione di domicilio (disposto dall’articolo 614 del codice penale) e il reato di
invasione di terreni o edifici (disposto dall’articolo 633 del codice penale). Non entreremo nel merito di altri paesi, poiché le legislazioni e le pene
cambiano a seconda dello Stato in cui avvengono i fatti.
Andiamo a vedere un po’ più nello specifico questi due articoli del codice penale senza entrare troppo in tecnicismi di difficile comprensione.

L’articolo 614 del codice penale recita:
“Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi
ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con l’inganno, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene
clandestinamente o con inganno.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
La pena è da due a sei anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente
armato.”

In sostanza è illegale entrare in una proprietà privata ad uso dimora senza il consenso del proprietario, e questo è punibile come minimo con una denuncia.
Ma c’è un ma.
Il domicilio viene tutelato anche se la sua occupazione è saltuaria. Ad esempio, una casa al mare oppure una casa abitata in determinate stagioni dell’anno.
Al contrario, quando una casa è disabitata, non si potrà parlare di violazione di domicilio. Ad esempio, un edificio abbandonato o un vecchio rudere.
Questo perché secondo la legge penale il domicilio consiste in ogni luogo privato dove si svolge la vita, lavorativa e non, dell’individuo.
Si avrà violazione di domicilio ogni volta che una persona si intratterrà o entrerà contro la volontà del proprietario in un cortile, in una cantina, in un
magazzino esterno, in una stalla, in un orto, in un giardino o in luoghi simili, perché sono appartenenze del luogo di privata dimora, cioè del domicilio.

L’articolo 633 del codice penale recita:
“Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela
della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1.032 euro.
Si applica la pena della reclusione da due a quattro anni e della multa da euro 206 a euro 2.064 e si procede d’ufficio se il fatto è commesso da più di
cinque persone o se il fatto è commesso da persona palesemente armata.
Se il fatto è commesso da due o più persone, la pena per i promotori o gli organizzatori è aumentata.”

Si parla dunque di invasione anche momentanea, e non solo di occupazione per incorrere in un reato di tale genere.

IN SOSTANZA I PUNTI DI CUI DOBBIAMO TENERE CONTO SONO I SEGUENTI:

CONDIZIONE DELL'IMMOBILE

segni esterni di chiaro abbandono, come un tetto crollato, possono essere una forte attenuante in caso di accusa di reato.

ACCESSI APERTI

buchi nei muri, mancanza di recinzioni o porte spalancate sono punti decisamente a favore di chi fa urbex. Scavalcare muri, aprire porte
chiuse o altro, possono complicare decisamente le cose.

CARTELLI

l’assenza o l’illeggibilità di cartelli che vietano esplicitamente l’accesso o delimitino una proprietà privata, sono altre forti attenuanti.

NO ARMI

fondamentale è l’essere disarmati. Qualsiasi arma bianca portata dietro, anche per altri motivi più o meno nobili, non è consentita ai fini di legge.

NON TOCCARE E NON RUBARE NULLA

oltre al fattore rispetto per il luogo esplorato, se si vuole evitare l’accusa di “tentato furto” è bene non toccare né
spostare nessun oggetto. Scattare solo foto e uscire come se non fossimo mai entrati è la situazione ideale.

PERMESSI UFFICIALI

posto che sconsigliamo di imitarci ad esplorare questi posti, l’ideale prima di avventurarsi in situazioni che potrebbero risultare
spiacevoli, sarebbe di ottenere dei permessi o delle autorizzazioni da proprietari o guardiani che vi permettano di entrare senza
problemi e con le spalle coperte. Meno adrenalina e gusto del proibito, ma zero problemi durante e dopo.

COLLABORAZIONE CON AUTORITA'

se si viene colti sul fatto o anche in seguito, bisogna sempre e dico sempre collaborare con le autorità o con gli eventuali
proprietari. Se si sono rispettate le condizioni appena esposte e l’intento era solo quello di esplorare e scattare delle foto
non bisogna mai scappare e bisogna sempre chiarire la propria identità e il proprio intento.

BUONSENSO

il buonsenso rimane sempre l’arma migliore. Usate la testa e cercate di ragionare sempre, senza nascondere nulla. La trasparenza, la sincerità
e il rispetto pagano nel 99% dei casi.

La nuova riforma, di marzo 2019, ha apportato delle modifiche al testo precedente soprattutto riguardo la legittima difesa.
Detto in pochissime parole e più semplicemente possibile è cambiato più che altro il fatto della prova della legittima difesa per escludere chi si è difeso
dalla punibilità.
I presupposti precedenti della legittima difesa sono rimasti, ovvero la proporzionalità della difesa rispetto all’offesa (es. non puoi sparare ad un ladro
che sta scappando, ma solo se hai necessità di difenderti in quell’esatto momento), e appunto la necessità di difendersi per salvare la propria vita o di
altre persone in pericolo (es. se senti un ladro al piano di sopra e sei di fronte alla porta di casa aperta con il commissariato di polizia dall’altra parte
della strada e puoi uscire senza problemi, non è legittimo difendersi con violenza aggrendendo l’intruso). E’ stato introdotto il “grave turbamento” che serve
a escludere la punibilità di chi si è difeso se riesce a provare, dopo perizie psichiatriche e contraddittori, che in quel momento era “gravemente turbato”.
Non basta dunque solo dire “ero turbato”.
Nel caso del rischio degli esploratori dunque, non deve mai mancare la proporzionalità dell’offesa. Se si entra disarmati a fare delle foto non sarà mai
legittimo difendersi sparando, il rischio c’è chiaramente, ma in un tribunale difficilmente sarà ritenuto legittimo se non si stava facendo nulla di male
o con intenti aggressivi. Il rischio reale e più concreto è quello della querela.