Villa dei Ginepri - UrbexSquad
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DIFFICOLTA'
40%

CONDIZIONI STRUTTURALI
25%

GIUDIZIO PERSONALE
70%

VILLA GINEPRI:

CHALET #1:

Verde, verde ovunque.

È un po’ un sogno, una dimensione onirica urbex, la motivazione prima che spinge l’esploratore urbano ad andare e saziare la sua curiosità ancestrale di visitare l’abbandono. Varcare un cancello nascosto in mezzo alla vegetazione, scoprire un posto abbandonato con le proprie forze e risorse, ecco la soddisfazione. Subito i classici segni dell’abbandono sono chiari, e Villa Ginepri ci appare in tutta la sua decadenza, tra mattoni crollati a terra, pavimenti percolanti con le assi di legno molli, muri scrostati e trapuntati di muffe verdissime. La scena è molto decay appunto, ma quello che più ci ha stupito di questa struttura è stata l’ampiezza e la spaziosità degli ambienti interni. Un grosso salone con scalinata principale che sale ai piani superiori, con una ringhiera verde come tutti i dettagli della casa, decorata con alberelli. Da qui ci ha suggerito anche il nome urbex della villa, Ginepri appunto. Solo che nonostante la presenza della cucina, delle camere al piano superiore, non ci ha più dato l’impressione iniziale che si trattasse di una vera e proprio abitazione privata. Le camere erano anche disposte in una maniera particolare e tutto faceva pensare al fatto che si trattasse di una colonia estiva o comunque di un luogo ricettivo per giovani e bambini. Purtroppo non siamo riusciti a risalire a tutte queste informazioni perché innanzitutto è stata un’esplorazione improvvisata sul momento, e purtroppo all’interno della casa non sono rimasti documenti o altro che potessero darci indizi sulla natura originale di questo edificio abbandonato. Resta comunque il fascino dell’esplorazione e sebbene non ci fosse molto di arredamento all’interno della villa come siamo soliti trovare, ci ha lasciato davvero una bella sensazione interiore.

 

CHALET #2:

È con il cuore in gola che ci avventuriamo nella seconda casa nascosta dalla vegetazione in Villa Ginepri. Tutto fa sembrare ad una migliore conservazione generale, e in effetti è così, anche se la situazione di abbandono è la medesima della precedente villa appena esplorata. Tutti gli accessi sono completamente aperti e subito appena entrati ci colpiscono anche qui i grandi ambienti comuni e finalmente la presenza di arredamento, questa volta decisamente moderno in legno. In legno come la pregevole scala che porta al piano superiore nel quale troviamo diverse camere da letto con ancora parte dell’arredamento in disordine. Ci sono segni ovunque di un abbandono recente, ma comunque presente. Al piano superiore si apre davanti ai nostri occhi forse il terrazzo più grande e affascinante che abbiamo mai visto, con addirittura degli alberelli cresciuti in mezzo ad esso a diversi metri da terra… veramente impensabile! In una stanzetta, forse adibita ad ufficio, troviamo addirittura un Power Macintosh 6500, un computer abbastanza raro in Italia di fine anni ’90, tutto impolverato, ma con ancora il vecchio logo Apple colorato ben visibile. Dato ciò che abbiamo trovato in giro e data la struttura stessa e la presenza di numerosi bagni, possiamo presumere che anche questo edificio non fosse un’abitazione privata, bensì una colonia o simili molto probabilmente. Uscendo ci immergiamo in un’altra dimensione quasi da film passando dal salotto principale completamente foderato di bellissime travi di legno e un camino enorme, quasi come se fossimo in un film dentro una tipica baita del Nord America. Veramente affascinante e sorprendente!

 

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