Villa delle Favole - UrbexSquad
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DIFFICOLTA'
40%

CONDIZIONI STRUTTURALI
50%

GIUDIZIO PERSONALE
100%

VILLA DELLE FAVOLE:

C’era una volta… una villa abbandonata in mezzo alla natura!

L’Urbex Squad Love Tour prosegue nella sua seconda tappa e raggiunge una villa unica al mondo, per davvero. È la meta urbex italiana per eccellenza e tanti appassionati arrivano fino a qui anche dall’estero per poterne ammirare i dettagli da vicino. Tanto è stato detto su questa casa e sulla sua insolita storia, perciò ci limiteremo a dare brevi cenni per coloro che si imbattono per la prima volta in questa spettacolare abitazione. In questa casa, prima di essere abbandonata, abitavano Alice e Nellino, fratello e sorella. La loro particolarità nasce già dal fatto che hanno vissuto in quella casa fino agli anni 2000 senza elettricità né acqua corrente. Anni prima il padre era morto folgorato e a causa di questo, la madre e loro avevano deciso di vivere in questa maniera. Vivevano di insegnamento, di prodotti da orto e galline. E di arte. Sì, perché la più grande particolarità di questa villa nascosta nella vegetazione è la sua ricchezza nelle decorazioni fatte a mano Alice dipingeva sulle pareti di casa, soprattutto personaggi storici e scene tratte da libri di favole (alcune anche abbastanza cruente); mentre il fratello modellava incredibili sculture, che sono rimaste in giro per casa e tutto intorno all’abitazione, come dei guardiani silenziosi di vite così vicine a noi, ma allo stesso tempo così lontane nel concetto. La bellezza unica di questa casa riposerà per sempre in quelle mura e per tutto il giardino.
Purtroppo la struttura non è delle più solide e in alcuni punti il pavimento di legno, soprattutto al piano di sopra e alcuni punti del tetto sono molto cedevoli, quindi bisogna fare molta attenzione e procedere fin dove si può arrivare con estrema delicatezza.

Noi siamo entrati come al solito in punta di piedi e con il cuore aperto e le sorprese non sono mancate. Qui si entra davvero in una dimensione parallela e quando si esce non si crede a ciò che si è vissuto, proprio come quando si arriva all’ultima pagina di un libro di favole, ci si addormenta e al risveglio il mattino seguente non si distingue più quale fosse il sogno e quale la realtà.

 

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