Villa Mormont - UrbexSquad
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DIFFICOLTA'
80%

CONDIZIONI STRUTTURALI
95%

GIUDIZIO PERSONALE
100%

VILLA MORMONT:

Audentes fortuna iuvat. Molte volte non ci accorgiamo di avere dei veri e propri tesori sotto al naso, ed è solo esplorando che si viene ripagati.

Succede che in una giornata di esplorazioni come le altre, con mete già decise e in parte già verificate, veniamo attratti da un’abitazione che non avevamo mai notato prima e che dall’esterno presentava dei possibili segni di abbandono. Dopo un rapido controllo avevamo la certezza che si trattasse di una casa abbandonata e sapevamo di essere davanti anche ad un’esclusiva, data la particolarità della villa.

Proviamo ad aprire la porta titubanti ed era solo incastrata. Ciò che abbiamo visto lì dentro ci ha investito come uno tsunami, come se rivedesse anima viva dopo decenni, e noi siamo stati tra i primissimi se non gli unici ad aver esplorato questa misteriosa e affascinante villa abbandonata.

Villa Mormont è davvero una capsula del tempo, intrappolata nel suo addio da almeno una quindicina d’anni, e quasi si fa fatica a trovare un oggetto fuori posto o grosse quantità di polvere. Sembra come se tutto fosse rimasto sospeso, e che il proprietario di casa sia fuori momentaneamente per tornare da un momento all’altro. Un momento che non arriverà mai. La prima impressione è proprio quella, ma i segni di abbandono nonostante le condizioni pressoché perfette ci sono e si vedono. Anche le riviste, i calendari e tutto ciò che riporta una datazione, non è più recente di dieci o quindici anni. L’arredamento però c’è tutto ed è ai limiti dell’incredibile: i cappotti, i cappelli e le giacche ancora appesi all’attaccapanni all’ingresso, con addirittura due maschere antigas stile sovietico; tappeti pregiati perfettamente adagiati a terra, vasi con piume, specchi, cartine geografiche, effetti personali, agende e ogni dettaglio possibile. Chi abitava qui, oltre ad un gusto notevole e ad una situazione economica agiata, era sicuramente una persona colta e che amava viaggiare.

C’è una stanza al piano terra che probabilmente era uno studio o una camera per rilassarsi, dove una libreria completamente piena di libri di ogni tipo foderava un’intera parete e sedie e tavoli di ogni tipo permettevano di rilassarsi e estraniarsi dal mondo immergendosi nella lettura.

Ogni stanza, comprese la sala da pranzo, intima e accogliente, la cucina e il corridoio, sono perfettamente in ordine e quasi ci si sente ospiti arrivati in anticipo, anche se l’emozione e l’adrenalina sono alle stelle mentre ci muoviamo con passo discreto per la villa. Le camere al piano di sopra sono anch’esse immobili nel tempo, con ancora coperte e lenzuola e libri sul comodino. Il pezzo forte però è il salone principale, di una bellezza mai vista veramente. Un soffitto di legno ci catapulta in un’atmosfera magica e misteriosa, e tutto l’arredamento è di una finezza estetica rara. Credenze di legno massiccio complete di tutto, dalle stoviglie ai ricordi personali; sedie ovunque, un tavolo ancora parzialmente apparecchiato, e un camino maestoso incorniciato da bottiglie di vetro. Sembra di essere quasi in un castello, ma la sensazione è veramente pacifica e serena, come se fossimo in una bolla temporale e la luce giallognola che filtrava dai vetri delle finestrelle donava un piacevole tepore visivo all’intera scena e ci proteggeva mentre immortalavamo quel momento con le macchine fotografiche. Come una benedizione.

Villa Mormont non si scorda, e ciò che abbiamo provato trovandola e potendo essere ospiti temporanei dentro di essa, è uno dei motivi per cui noi facciamo urbex e non si può descrivere.

 

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